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Posted By Enjore

Intervista a Enjore – social network per chi organizza, gioca e segue le competizioni sportive


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Il nostro viaggio alla scoperta delle realtà imprenditoriali innovative procede con Enjore “Social network per vivere le competizioni!”.

Enjore permette di creare tornei e campionati sportivi: calcio, pallavolo, pallacanestro, pallamano, pallanuoto, rugby, tennis, hockey, tennis tavolo, baseball e football americano, di videogame quali FIFA e PES ed anche calcio-balilla e subbuteo.

La StartUp mira ad imporsi come “Social Network principe per chi organizza, gioca e segue le competizioni” chiediamo lumi a Nicola Taranto, ideatore e CEO di Enjore.

Ciao Nicola, grazie per questa intervista. Ci parli di Enjore?

Enjore è un social network progettato per organizzare e vivere competizioni. È la piattaforma ideale per chi organizza tornei, disponibile per una federazione sportiva ma talmente semplice da poter essere utilizzata anche da un utente privato.

La semplicità del sistema Enjore e la sua massima personalizzazione consentono di generare calendari all’italiana o ad eliminazione diretta, di compilare i dati e i tabellini di ciascuna partita, di calcolare automaticamente le classifiche e statistiche per squadre e singoli giocatori. Uno strumento indispensabile per gestire ogni torneo ed avere sempre, in tempo reale, tutti i dati necessari per valutare e gestire al meglio ogni competizione.

Enjore unisce alla capacità organizzativa del sistema anche tutti i vantaggi e l’appeal del social network. Consente infatti ai partecipanti di essere in collegamento diretto con gli organizzatori e di vivere la competizione anche fuori dal campo, riportando commenti sulle partite, compilando pagelle sulle prestazioni dei giocatori, condividendo le foto degli eventi e i propri risultati anche sui propri profili social generalisti. In questo modo, anche una competizione tra amici diventa un evento e, se si arricchisce di foto e commenti, può assumere la dimensione di un appuntamento unico.

Come nasce la vostra StartUp?

Io e alcuni membri del team realizzammo nel 2005 una piattaforma per gestire tornei di calcetto per un cliente. Per anni ho avuto il pallino di rendere l’applicazione scalabile sicché nel marzo del 2012 ho iniziato a mettere su un team eterogeneo per competenze e qualità (giovani sviluppatori affiancati da un management con esperienza ventennale nel mondo dell’IT in progetti di respiro internazionale) e sei mesi dopo abbiamo testato la prima versione dell’applicazione in un torneo nel nostro paese. Poi col “passa parola” ci siamo diffusi in tutta Italia. Nel giugno scorso abbiamo tradotto Enjore in inglese ed in spagnolo e abbiamo ottimi riscontri nel Sud America.

Tanti i vostri competitor, abbiamo avuto modo di intervistare Konkuri, quali i vostri punti di forza?

Se ci sono molti competitor vuol dire che il mercato è grande. Cambiano poi i modelli di business. La nostra piattaforma è gratuita sia per gli organizzatori che per i partecipanti e questo ci sta permettendo una diffusione veloce. Considera che nello scorso mese ad un anno dall’inizio del progetto abbiamo raggiunto 100.000 visitatori unici e i numeri sono in costante crescita. La nostra visione è più social, e presto, con alcune funzionalità che stiamo implementando aumenteremo le possibilità di interazione fra gli utenti.

Qual è lo stato attuale del progetto?

Enjore ha appena spento la prima candelina raggiungendo numeri che sono andati ben oltre ogni più rosea aspettativa: 6.000 tornei, 200.000 partite programmate e 300.000 persone coinvolte. Un Business Angel ha creduto fortemente nel nostro progetto e ha deciso di investire 150.000 euro. Concluderemo la prima fase di sviluppo a dicembre. Per noi significa, da un lato, completare lo sviluppo delle app mobile per Android e iOS , dall’altro permettere la gestione delle competizioni più diffuse in Europa e nelle Americhe in modo da poter velocizzare il processo di internazionalizzazione. Per facilitare questa espansione stiamo stringendo partnership con enti nazionali di promozione sportiva e con community di videogamer.

In conclusione e facendo riferimento alla vostra esperienza, qual è lo stato attuale delle startup in Italia?

Sento molto fermento. Noto molta attenzione da parte dei media e spero che questo si traduca presto in qualcosa di concreto: leggi che favoriscano la crescita di nuove aziende come la defiscalizzazione del costo del lavoro per nuove assunzioni. E’ inconcepibile che una startup, che deve investire in ricerca e sviluppo e che necessita tempo prima di emettere la prima fattura, debba sentire già il peso del fisco. E poi la burocrazia: le startup innovative vanno a velocità tripla rispetto agli uffici della pubblica amministrazione.

Articolo su tucomunica.it